Cosa ne è stato del cosplay?



È da un po che penso di scrivere qualcosa in merito a questo argomento. Mi ricordo quando una mia amica, mi invitò a vedere per la prima volta un festival di cosplayer a Milano. Questo evento si tenne al chiuso, parcheggiai l’autovettura ed entrando rimasi subito colpito da quello che vidi. Un’immensa folla di persone. Alcune di queste erano vestite con costumi molto curati, altri come se fosse carnevale e qualcuno indossava indumenti normali (me compreso).

Quello che mi colpì subito è che erano tutti felici di farsi strada fra le innumerevoli bancarelle che vendevano innumerevoli gadget. Poiché io sono sempre stato un appassionato del fantasy, per me era come oltrepassare quei portali che trasportano i protagonisti dei racconti in un’altra dimensione. Rivedevo le persone vestite dai miei eroi di infanzia e non nego che molti di questi personaggi non li ho neppure riconosciuti.

Del resto ho un’età…

Dal momento che la mia amica mi disse di portare una macchina fotografica, portai una vecchissima Casio da 2 mega pixel… Era sicuramente insufficiente per dare un’idea di ciò che stavo vedendo. Inoltre all’epoca non la sapevo nemmeno usare.La cosa che mi piacque molto fu l’assoluta disponibilità delle persone che, non solo si facevano fotografare volentieri ma ti ringraziavano.

Ci scambiavano i contatti e si poteva apprezzare una miriade di gente contenta delle fotografie che erano state scattate anche se di qualità pessima. Loro si erano preparati tutto l’anno ed accoglievano sui loro profili social o blog con gioia tutti i momenti irripetibili che quelle immagini rappresentavano. Mi appassionai a quel mondo e notavo che iniziavano a vedersi online parecchie fotografie di qualità.

Poiché ho ereditato la passione per la fotografia e la videografia da mio padre, ho deciso di acquistare una reflex digitale proprio nel momento del boom. A dire il vero, tutti i miei parenti sono appassionati di fotografia anche se, per mancanza di tempo, non sono entrati mai nel dettaglio della tecnica.

Non so nemmeno quante video e fotocamere a pellicola ho rinchiuse negli armadietti. Quando mi ritrovai ad usare una reflex 35 mm, in occasione di un giretto allo zoo con la famiglia di un mio carissimo amico, mi resi subito conto che si trattava di attrezzatura superata. Acquistai quindi la mia prima reflex seguendo l’esempio di un mio amico che ne aveva comprata una.

Dissi fra me e me che lui aveva gli obiettivi di quella marca e potevamo scambiarceli. Inoltre questo tizio è una specie di guru che eccelle praticamente in ogni cosa che fa. Fa parte della ristrettissima cerchia di persone che stimo di più al mondo e che sono per me di grande ispirazione. All’epoca, dopo essermi letto più materiale possibile sulla teoria della fotografia, scovai quindi un raduno di cosplayer in un paesino vicino a dove abitavo e mi accinsi a provare il macchinario.

Era la seconda volta che prendevo in mano la mia reflex ed avevo scattato solo qualche fotografia nel bosco intorno a casa mia. Vabbè, forse avrò scattato qualche migliaio di foto prima in qualche evento però non è questo il punto. Incontrai una bravissima comitiva di cosplayer che erano specializzati nei personaggi dei libri di J. R. R. Tolkien.

Sapete tutti chi era J. R. R. Tolkien vero? Per quelle povere anime che non lo conoscono è colui il quale ha scritto libri come il Signore degli Anelli e lo Hobbit. Al pubblico esclusivamente cineasta, dovrebbero tornare in mente per lo meno i film. Un grande scrittore! Tanto tempo fa, quando lessi lo Hobbit, non riuscì a staccarmene prima che fosse terminato.

Comunque, è una questione di gusti. Io, che ero così “nuovo” del mondo del cosplay, mi sentivo in un sogno quando avevo l’opportunità di fotografare personaggi della terra di mezzo così ben interpretati e con costumi così sapientemente confezionati.

A dire il vero, adesso che ci penso, non furono loro i primi che fotografai in qualità di cosplayer. In una festa di paese incrociai per caso una donna bellissima vestita da Wonder Woman. In pratica era meglio dell’originale, lei acconsentì a farsi fotografare mettendosi in posa sorridente. All’epoca, io non sapevo nemmeno che lei fosse una Cosplayer.

Avevo anche fotografato alcune persone all’interno di un’associazione, loro amavano giocare di ruolo dal vivo. Essendo io del sud Italia, anche questo genere di pratica era nuova per me e si è trattata di una meravigliosa esperienza che come tutte le cose bellissime ha avuto un inizio e purtroppo, per forza di cose, una fine.

Ho imparato a scattare fotografie in condizioni proibitive, ad impostare la macchina fotografica in manuale, di giorno, di notte, in ambienti chiusi ed aperti, con le nuvole ad oscurare il cielo, contro luce e con le persone in movimento. Ho imparato anche a fare qualche miglioramento post produzione perchè io sono una persona timida e mi emozionava consegnare le mie fotografie ai miei soggetti. Volevo fare bella figura.

Appena il lavoro me lo consentiva cercavo di partire ovunque io avessi notizia che vi fosse un evento del genere. Cercavo di scattare più fotografie possibili e poi cercavo di migliorarle un po. Fino a quando, mi resi conto di non essere molto capace con photoshop e quindi mi sforzai di scattare delle fotografie di buona qualità per evitare di perdere giorni in post produzione successivamente.

Io raramente pubblico delle fotografie che ritraggono delle persone, preferivo di gran lunga consegnarle ai rispettivi soggetti. Loro avrebbero poi selezionato quelle che gli piacevano di più e le avrebbero pubblicate autonomamente taggandomi. Non sono mai stato molto geloso delle mie fotografie, per me sono momenti preziosi. Inoltre osservare i like che aumentavano giorno dopo giorno mi dava grande soddisfazione.

Partecipare a questi eventi era come scostare con la mano un velo per accedere ad un’altra stanza. In un altro mondo in cui non si precipita quotidianamente in cose come l’assenza di speranza e di quei valori sociali che da sempre sono stati le tematiche principali e più o meno nascoste di qualsiasi racconto, soprattutto di fantasia o fantascienza.

E poi, poi è successo qualcosa.

Come in qualsiasi attività umana, lentamente si facevano strada le caratteristiche che purtroppo ci accomunano tutti e che da sempre rappresentano il martello che infrange lo specchio di ogni sogno ed illusione.

Il primo elemento che sicuramente si è insinuato come un cancro lentamente in questo mondo sono i soldi. Eh si, anche qui, gli stramaledettissimi soldi! Un cosplayer, non si distingue da un semplice figurante solo per il fatto che interpreta personaggi di fantasia. Un cosplayer, di solito “crea” i propri vestiti.

Normalmente questi costumi sono plasmati con degli elementi piuttosto costosi. La procedura spesso è macchinosa, artigianale ed occupa molto tempo. Quindi, chi vuole essere sempre al top, deve per forza di cose attingere ai propri risparmi in modo sostanziale o trovare un modo per fare soldi.

I cosplayer più di successo ormai ne hanno fatto una professione, per interpretare i personaggi a loro cari fanno palestra, seguono alimentazioni assurde, aprono siti a pagamento per “vendere” la propria immagine ed i più bravi ne hanno fatto una professione.

Con il passare del tempo, molti dei cosplayer che all’epoca fotografavo, erano un po acerbi, qualcuno ha avuto un discreto successo ed ormai si appoggia solo a professionisti del settore snobbando completamente i fotoamatori come me che per capacità o per timidezza non sono mai riusciti ad apparire molto sui social.

Il successo, se così si può definire qualche centinaio di euro al mese in donazioni e piccole vendite, o se così si può definire un certo numero di like sulla propria pagina, si sa, attira la superbia. E quindi io, come anche molti miei colleghi fotoamatori, siamo diventati una specie di disturbo per tutte quelle persone che usano darsi un tono seguendo la moda dei discorsi che vengono fatti in giro.

Non sono rari i casi in cui si leggono appellativi poco piacevoli, che non menzionerò in questo articolo per evitare di “sporcarlo”, con cui i fotoamatori vengono apostrofati dalle “star” del mondo del cosplay. All’inizio non posso negare che trovavo mortificante quando una persone che avevo fotografato in precedenza, mi negava il permesso di scattare una fotografia.

Oppure quando non potevo fare a meno di notare i discorsi sulla modesta qualità delle mie foto che venivano puntualmente stravolte in post produzione da loro con i filtri del cellulare e quant’altro.

Infatti, quando io vedo che il soggetto ripreso espone una sola delle decine di foto che ho scattato, mi mortifico pensando che le altre non servivano a niente. Ed inoltre che la meno peggio, per essere accettabile, abbisogni di qualche spintina in più in fase di post produzione.

A questo punto, anziché seguire il mio istinto, che mi proponeva delle scuse per essere indulgente con me stesso, ho iniziato a farmi un esamino di coscienza. Ho iniziato a pormi qualche domanda ed ho cercato di ritornare alle origini per comprendere meglio cosa ci fosse di sbagliato in quello che facciamo noi fotoamatori ed in quello che che faccio io soprattutto.

Ho scritto “facciamo”, perchè come ho già detto, ho avuto modo di conoscere con mio sommo piacere anziani “guru” della fotografia ed altri fotoamatori come me. Sfortunatamente, entrambe queste categorie, hanno al loro interno un nutrito numero di persone che ha avuto la mia stessa percezione.

In effetti devo dire che scattare con una reflex non è una cosa così semplice, ci sono anche parecchi soldi da spendere ed io usavo un unico obiettivo compatibile che aveva una leggera dominanza sul giallo. Ma comunque, se le persone ti fermano per strada chiedendoti se sei vestito da Lady Oscar e tu invece vuoi interpretare un altro personaggio, qualche domandina me la farei.

Facciamo 50 e 50 di responsabilità? Comunque per queste cose c’è sempre la post produzione, ormai si vedono delle fotografie in giro che sono delle vere e proprie opere d’arte. Sono così simili ai cartoni animati che sembrano disegnati a mano. Riscuotono un autentico successo! Tuttavia mi domando: è questa veramente la fotografia?

E’ giusto farsi 400 chilometri per fare delle fotografie gratis a degli estranei senza nemmeno essere libero di pubblicarle o avere la soddisfazione che te li pubblichino? Questo non lo so, lo lascio decidere a voi. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Tornando comunque al discorso principe…

Innanzitutto mi sono chiesto che cosa sia il cosplay e da dove provenga. Che io sappia, ma qualcuno di voi sicuramente ne saprà più di me, il cosplay (コスプレ kosupure) è una parola che è l’unione di “costume e gioco/interpretazione”. Inizialmente, come credo anche molti di voi, io pensavo erroneamente che questa usanza relativamente recente provenisse dal Giappone.

Invece no, mi sono preso la briga di fare una piccola ricerca ed ho scoperto che in realtà è una trovata che proviene dagli stati uniti. Un po come i biscotti della fortuna cinesi! Fu comunque un giapponese (Takahashi Nobuyuki) che inventò questa parola per esprimere ciò che aveva visto negli stati uniti.

Successivamente la stampa di Tokio si occupò di questa tematica e come sempre accade stimolò il pubblico che se ne innamorò subito. Negli anni successivi dall’Asia il cosplay venne esportato anche in europa. Una volta fatta un po di luce, per grandi linee, su quello che è mi sono domandato perchè fosse così diffuso.

La tradizione di indossare costumi in certi periodi dell’anno non ci è certo mancata in Italia. Il nostro carnevale in effetti credo che sia pari o poco inferiore del carnevale di Rio. Ma siamo sicuri che è proprio la stessa cosa?

La mia risposta a questa domanda è stata: No! Vi spiego subito il perchè. Ho letto che le prime “feste” in maschera risalirebbero all’antico Egitto e poi in Grecia. Le persone si vestivano in onore degli dei. Poi questa tradizione mutò e le genti comuni si sarebbero travestite da sovrani o da persone importanti in particolari periodi dell’anno in segno di “rovesciamento dell’ordine precostituito”.

Ad ogni modo, qualsiasi fosse il motivo, qualsiasi fosse l’influenza o l’intento, una cosa è certa. Ogni luogo ha la sua tradizione che per un motivo o per un altro affonda le proprie radici a quanto detto fino ad ora.

Il cosplay invece è un vestirsi in un certo moto allo scopo di imitare il personaggio di fantasia di cui si è fan. Ho letto da qualche parte che non vi è atto più lusinghiero dell’imitazione. E’ un modo moderno per esprimere il proprio apprezzamento nei confronti di un personaggio o di una storia. Ho trovato comunque una definizione in un blog che fa parte del mio circuito di blog seguiti.

Ho trovato questo articolo fra le bozze del mio blog, lo avevo scritto tanto tempo fa. Non mi ricordo perchè non lo avevo ancora pubblicato ma comunque credo che sia ora di farlo. E’ da tanto che non mi faccio sentire e qualcuno di voi ha voluto lusingarmi chiedendomi come mai io sia sparito dalla circolazione. Vi ringrazio comunque per l’interessamento, io sono sempre qui, non sparisco.

Penso che sia il momento di chiudere questo articolo che mi sembra già abbastanza lungo. Vi auguro ogni bene e ci si vede in giro presto!

 

 



7 commenti su “Cosa ne è stato del cosplay?

  1. Ma sono solo delle ragazzine che si mostrano perché sono affamate di like, poi quando li ricevono iniziano a sentirsi delle divinità. Era così anche prima del cosplay.

  2. Sono un’amante dei cosplayer, anche se mi sono mai sentita tale, dato che solo per un paio di volte ho impersonato personaggi degli anime, così per gioco. Come spesso accade una passione ne fa nascere un’altra e mi ritrovo molto nella tua esperienza, dato che la mia passione per la fotografia nasce proprio dal voler immortalare cosplayer (dato che in questa categoria purtroppo ho capito di non avere molto talento) e sta crescendo giorno dopo giorno.
    Grazie per il tuo articolo, davvero molto Interessante.

    1. Io sono convinto che il Cosplay a determinati livelli sia un vero e proprio lavoro. Ovviamente è più facile fare Cosplay se si è dotati di soldi, tempo ed un bel corpo. Tuttavia, poiché dall’immagine del tuo profilo ho visto che sei molto bella, immagino che sia solo per motivi di tempo che tu non sia riuscita per il momento nel tuo intento. Se mi posso permettere un consiglio, se sei appassionata, non dovresti arrenderti così perché il Cosplay prima di tutto deve essere un divertimento. Posso capire che sia un mondo non particolarmente amichevole comunque. Complimenti per il tuo quadernino e grazie per il commento.

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