Recensione Canon 6D mark I



Io mi rendo conto che potrebbe sembrare un po tardi per recensire la canon 6d mark I. Tuttavia nella fotografia, io ritengo che il periodo più conveniente per acquistare un buon prodotto sia appunto quando è stata rilasciata la versione successiva. Questo perché il prezzo diminuisce tantissimo e si può sempre contare sull’esperienza di altri utenti che come me anche a distanza di tempo condividono le proprie impressioni.

Più che una recensione è un’insieme di esperienze che si sono maturate nel tempo. Ci sono in giro una marea di siti che in modo più professionale, tecnico e completo possono offrirvi una recensione sicuramente attendibile. Ma io l’ho provata e ci sto scattando dal 2012. 

Quindi, la mia speranza è quella di offrirvi la mia esperienza personale per decidere se sia il caso o meno di spendere questi soldi. I più schizzinosi non si preoccupino, ho intenzione di inserire alla fine di questo articolo pro e contro schematizzati con le relative caratteristiche tecniche.

Se poi avete voglia di guardare un esempio di fotografie scattate con la Canon 6d mark 1, potete tranquillamente visualizzare le mie gallerie fotografiche (tranne la prima in bianco e nero). Attualmente, io ancora scatto con quella per capirci. Anche se l’ho trattata sempre bene devo dire che è solida quasi come una roccia!

Ho scritto quasi perché, non sia mai vi venga in mente dopo averla comprata di fare questo test! Non lo fate! Scherzi a parte, anche se molto compatta (per essere una full frame), è tropicalizzata quindi, fino ad una certa misura, resistente agli schizzi d’acqua ed alla polvere. Si vede che è fatta bene e con molta cura.

Io ricordo ancora oggi quando ricevetti il pacco contenente questa fotocamera digitale full frame. Nel lontano 2015 la mia canon 6d mark 1 mi ha subito dato una sensazione di solidità e qualità. All’epoca solo il corpo macchina costava circa 1500/1600 euro ed al momento in cui si scrive questo articolo, il prezzo si è ridotto di circa 600 euro.

Quindi questo vuol dire che nell’arco di qualche anno ed a causa dell’uscita della nuova versione Mark II, ha perso più di un terzo del valore. Stiamo parlando ovviamente di prezzi relativi al corpo macchina nuovo. Per non parlare degli obiettivi che, se originali e di qualità L, perdono poco del loro valore iniziale. Anche se viene fuori la versione successiva.

Questo non accade con le versioni degli obiettivi compatibili i quali normalmente perdono molto del loro valore una volta uscita la seconda versione. Ma adesso torniamo all’argomento principale. Che tipo di macchina fotografica è la Canon 6d Mark 1?

La Canon 6d Mark 1 è una macchina fotografica full frame, questo vuol dire che è a pieno formato. Le dimensioni del sensore incidono in maniera sostanziale nella qualità delle immagini. Un sensore più ampio lascia entrare molta più luce e quindi l’immagine risulterà sicuramente stampabile.

Un piccolo svantaggio del sensore full frame però, che è una cosa di cui nessuno o quasi parla, è che a volte cattura anche “troppa luce”. Dovete immaginare il sensore full frame come un occhio che vede lunghezze d’onda che voi non percepite.

Per farvi capire meglio il problema immaginate di dover fotografare qualcuno in una giornata di sole sotto gli alberi. Le chiazze formate dall’alternarsi delle ombre prodotte dalle foglie e dalla luce che passa negli anfratti è appena percettibile ai vostri occhi. Beh, scoprirete ben presto che non è così per la vostra macchina fotografica.

Quando si verificano questi fenomeni, sovente o si lascia la foto così com’è o si scarta oppure si cerca di ripristinarla con complicatissime tecniche di post produzione. Fortunatamente c’è un modo per schiarire le ombre. Una tecnica che presto vi insegnerò proprio come venne insegnata a me.

C’è da dire anche che questa “caratteristica” la ritroverete in tutte le macchine fotografiche full frame e quindi non dovrebbe essere determinante nella scelta sull’acquisto di una macchina fotografica, se si è interessati ad un tipo di fotografia semi-professionale o professionale.

Diciamo che tutte le macchine fotografiche di un certo spessore si suddividono in professionali, semi-professionali, amatoriali e livello base. Le prime sono sicuramente da full frame in su (si il pieno formato non è il più grande), le seconde sicuramente hanno ancora il formato pieno e quelle livello base possono avere i sensori più disparati ma sempre più piccoli.

Cosa differenzia quindi una macchina fotografica professionale da una semi-professionale. Tanto per cominciare il prezzo. Si può comprare una macchina semi-professionale anche con 600 euro ma se si vuole una professionale in alcuni casi si può salire comodamente anche sopra i 3, 4 o 5 mila euro.

Stiamo parlando di full frame ovviamente, perché poi ci sarebbe il medio formato ecc… Comunque questo non è argomento del presente articolo, magari vi parlerò delle fotocamere a medio formato in un altro post.

La Canon 6d è sicuramente una macchina fotografica semi-professionale ma è mia opinione personale che sia stata proprio la Canon a volerla così. Io ipotizzo, per evitare che facesse concorrenza alle altre fotocamere professionali che vende come la Canon 5D Mark IV che si trova abbondantemente sopra i 1800 euro.

A sostegno di questa mia ipotesi vi è anche il fatto che esiste un firmware indipendente che se installato sulla canon 6d, sblocca moltissime funzionalità. Per esempio quella di fare dei timelapse senza ausili esterni. Usare questo firmware ovviamente invalida la garanzia ed è altamente sconsigliato. Quindi non prendetevela con me se la vostra fotocamera si danneggia dopo!

Un’altra differenza sta nello schermo posto nel retro della fotocamera, nella Canon 6d Mark 1 è fisso ed un po piccolino. Questo “difetto” almeno per quanto riguarda la direzionalità, è stato risolto nella Canon 6d Mark II che però costa la bellezza di 1600 euro. Perché è recente.

Sinceramente, se dovessi scegliere fra la Canon 6d Mark 2 e la Canon 5d Mark 4 sceglierei senza ombra di dubbio la seconda. Quindi se allo stato attuale conviene acquistare la canon 6d mark 1 per via del prezzo e perchè è uscita quella successiva, lo è molto meno dal mio punto di vista acquistare la mark 2.

Un’altra cosa che mi è dispiaciuta e che non si trova in molte recensioni è il fatto che fa degli ottimi video ma di lunghezza limitata. Non si tratta di un limite temporale ma di un limite di dimensioni del file. Mentre le più moderne macchine fotografiche gestiscono questo limite semplicemente creando un nuovo file, questa si ferma.

La raffica è limitata a 4,5 foto al secondo contro le 6 della 5d, ma comunque anche con questo limite, io sono riuscito a ritrarre soggetti in movimento molto interessanti.

Una cosa che non mi è molto chiara è il limite dei punti di messa a fuoco. Quando dissi ad un mio amico che aveva solo 11 punti di messa a fuoco non mi credeva. A me sembrano pochini ma sono comunque sufficienti in quasi tutte le condizioni.

Ho notato una predisposizione a mettere a fuoco male con i punti di messa a fuoco periferici, specie usando gli obiettivi compatibili. Molte persone infatti preferiscono abilitare solo il punto di messa a fuoco centrale. Se scattate in manuale o comunque usando le varie funzioni come dovreste non è un grosso problema.

Inoltre ha la tendenza propria a tutte le reflex Canon che conosco ad imprimere una dominante gialla che ho notato diventare piuttosto esagerata con obiettivi compatibili come il Tamron 24-70 prima versione.

La batteria, ha avuto di recente almeno un’evoluzione significativa perchè quella che venne rilasciata presentava particolari problemi di durata e resa. Ho notato inoltre che i chip delle batterie danno un riscontro di deterioramento della batteria che non dovrebbe essere così rapido. Infatti, quando si monta una batteria sulla macchina fotografica, si scatta senza la corrente attaccata e quindi, a differenza di un cellulare ad esempio, non dovrebbe subire quelle problematiche di degrado legate all’uso di un dispositivo con annessa batteria ed alimentato da rete elettrica.

Questa non è solo una problematica della Canon 6d, è una problematica che affligge tutte le reflex in particolare che usino un chip all’interno. Lascio a Voi le ipotesi e le considerazioni in merito a questa peculiarità.

Una cosa che non è la fine del mondo ma è comunque un difetto è la mancanza dell’uscita audio, il piccolo monitor veramente inadeguato allo scopo e l’assenza di una doppia scheda.

Se vorrete usare in maniera perfetta questa macchina fotografica dovrete necessariamente essere legati a Canon perchè gli accessori Canon qui funzionano perfettamente e quelli compatibili un po meno. E Canon, come anche altre marche famose di reflex è cara…

Adesso invece passiamo ai lati che mi sono piaciuti. Uno di questi è sicuramente l’ergonomia, come dicevo prima, questa reflex è fatta molto bene ed anche se piccolina si adatta a tutti i tipi di mano.

Avere una macchina che ci consenta di avere un buon range di ISO è importante perchè non si ha sempre la possibilità di scattare con il flash o con un supporto che mantenga immobile la fotocamera. Quando questa macchina fotografica fu lanciata, era sicuramente fra le migliori reflex per quanto riguarda questo aspetto. Infatti questa varia da 100 a 25600 ed è espansibile fino a 50-102800. Ovviamente quando è possibile è sempre meglio scattare ad ISO bassi ed è anche doveroso sottolineare che le moderne reflex sono perfettamente in grado di competere con queste caratteristiche, specie alcuni modelli della sony.

Sebbene il sensore abbia solo 20 mega pixel, sono più che sufficienti per dare un buon dettaglio, non mi è mai capitato di scattare una fotografia che non fosse ampiamente stampabile in formato A2 (più grande dell’A3).

Mi è piaciuto anche molto il tasto [Q] che vi consentirà di modificare con efficacia alcune impostazioni senza dovervi perdere necessariamente nei menu. E’ una caratteristica importante se non si ha molto tempo a disposizione e quando si deve fare il bilanciamento del bianco. E’ anche possibile modificare molto rapidamente tramite manopole elettromeccaniche la maggior parte delle caratteristiche necessarie allo scatto. Io preferisco quest’ultima soluzione.

Una cosa molto utile, soprattutto a chi come me vuole tenere traccia dei luoghi dove è stato, è il GPS integrato. In pratica questo dispositivo inserisce all’interno dei file RAW e JPEG le coordinate GPS. Quindi se in futuro vorrete ricordarvi per qualche motivo dove avete scattato quella fotografia, avrete moto di ritrovare il luogo con una buona approssimazione. Il GPS può essere anche configurato per aggiornare automaticamente parametri quali la data e l’ora.

Una cosa che io ho trovato spettacolare, anche se divora letteralmente le batterie è la connessione wifi. Potrete connettere in modalità wifi la Vostra reflex al pc, smartphone e tablet. In questa modalità, ovviamente non avrete più le limitazioni relative al piccolo ed inadatto monitor e vi assicuro che su supporto avrete sicuramente un’esperienza molto migliore.

Come punteggio complessivo gli darei un 7 o 7,5 Voi che ne pensate?

 

 

 



7 commenti su “Recensione Canon 6D mark I

  1. Leggendoti, mi son fatta una buona infarinatura; grazie per questo pezzo.
    Far foto mi diverte da sempre. Ho imparato da piccina con le macchine manuali ma delle digitali non ne ho mai avute, così mi accontento di farle con il cellulare. Ma “inquadra e scatta” non è “divertente” quanto “programma, inquadra e scatta” 😉 Sicché da qualche tempo sto meditando sull’acquisto di una reflex.
    Una domanda da ignorante impenitnte quale sono: quale obiettivo consigli di montare per iniziare?

    1. Ciao, ringrazio te per aver dedicato del tempo a leggere quello che scrivo. Prima di tutto dovresti capire che tipo di fotografia ti piace fare perchè variano moltissimo. Che cosa vorresti fotografare per iniziare?

      1. eccomi. scusa il ritardo ma in questo periodo il ritmo lavorativo incalza parecchio 🙁
        A me piace fotografare di tutto tranne che ritratti (alemno fino ad ora). Mi colpiscono i particolari di oggetti o natura, le luci naturali o meno, le prospettive.

        1. Quando sarai in vena siediti e dacci un’occhiata. Vai tranquilla. L’ho scritto velocemente, quindi ci saranno errori di sintassi sicuramente.

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