I premi nobel della fotografia…



[ IT ]

Cari lettori, se state cercando una lista di premi nobel della fotografia siete nel posto sbagliato perchè dubito che esista il premio nobel della fotografia ed era comunque mia intenzione esibire un titolo sarcastico. Volevo quindi fare una riflessione insieme a voi in merito ad un articolo che ho letto sulla rete.Naturalmente non darò alcun riferimento che possa condurre a questo articolo o a chi lo ha scritto per una forma di rispetto che comunque contraddistingue e dovrà sempre contraddistinguere il mio modo di essere. Un altro motivo è che chi ha scritto l’articolo da cui sono nate le mie riflessioni, mi ha dato l’impressione di voler avere sempre ragione e quindi io e lui/lei abbiamo un’altra cosa in comune.

A chi appartiene l’arte?

Normalmente è l’autore dell’opera il titolare di quest’ultima ma se parliamo dell’arte in senso lato credo che siamo tutti d’accordo nell’affermare che l’arte non abbia padroni. Come in ogni mestiere, ci vuole una base tecnica ma comunque, anche nelle forme squisitamente non artistiche, qualsiasi tipo di lavoro non dovrebbe, se ho interpretato bene la legge, avere monopoli o oligopoli.

Ma perchè hai scritto questo articolo?

Ho scritto questo articolo perchè mi è stato detto più o meno quanto segue:

  1. Che i grandi fotografi auto-didatti sono un’eccezione e non “POSSONO” essere la regola;
  2. Che non so scrivere;
  3. Che in un articolo di qualche riga ha parlato delle più svariate sfaccettature della fotografia che io ovviamente non sono stato in grado di capire;
  4. Che i fotografi che vendono facendo concorrenza ai grandi anche se hanno una partita iva e fanno tutto in modo legale praticano a casaccio.
  5. Che il talento non esiste e che al limite è un seme che va annaffiato;
  6. Che in Italia non sappiamo dove sta di casa la qualità artistica;
  7. Che essendo un fotoamatore non sono degno di commentare un professionista che scrive un articolo lamentandosi del fatto che la fotografia commerciale è nelle mani di tutti e non dovrebbe esserlo;
  8. Che chi non vale niente spesso si intrufola nel mondo della fotografia devastando questa nobile arte;
  9. Che vi è la necessità di un organo che regoli l’esercizio della professione di fotografo;
  10. Che io mi incaponisco perchè non le do ragione;
  11. Che nota una sicumera aggressiva; in poche parole significa che non accetto un no come risposta o un punto di vista diverso dal mio;
  12. Che io la attacco con atteggiamenti saccenti;
  13. Che io, non essendo in grado di formulare una frase in italiano, avrei dovuto capire che la fotografia è un linguaggio con delle regole;
  14. Di continuare a fare il fotoamatore;
  15. Che la “fotografia” non ha bisogno di insegnanti del mio calibro.
  16. Che un suo amico gli ha detto leggendo il mio commento che io potrei solo commentare cose inerenti alla mia professione;
  17. Che io sono saccente e presuntuoso;
  18. Che mi attacca perchè io non ho il diritto di stare su un piedistallo;
  19. Che io ho usato toni sgarbati;
  20. Ecc…

E quindi?

Lo so, morite dalla voglia di leggere i commenti ma questo non accadrà mai! Ovviamente ho gli screen shot a memoria permanente, perchè preferisco custodire le critiche per imparare da queste ultime ed ho l’abitudine di stampare le più feroci così da poter scendere dal piedistallo ogni tanto qualora vi fosse la necessità.

Posso però quindi commentare questi punti per darvi un’idea del mio arrogante modo di vedere le cose, rimetto nelle vostre mani il mio essere così da avere una prospettiva di crescita.

Partiamo subito dal presupposto che io capisco questa Fotografa, perchè anche io quando vedo gente che si improvvisa nel mio mestiere mi inquieto non poco. Questo succede perchè amo la materia in questione e quindi non vorrei mai che si “sporcasse” con gente che ne capisce poco e che da l’impressione ai clienti che tutti siamo uguali e che quindi uno vale l’altro. Si tratta comunque della passione che circola nelle vene che ci abbaglia con l’emotività.

Ovviamente quello che ho appena scritto è solo la mia prima impressione, quando i risultati ci devono essere, sono i clienti stessi a chiamarmi perchè ormai mi conoscono e sanno che in mezzo a migliaia di persone sono il più bravo e quello che finisce il lavoro. Non mi è successo mai infatti di perdere lavori a causa del fatto che vi siano stati degli impostori che si ripropongono al posto mio. Nell’ambiente in cui lavoro io non è che si viene chiamati così o ci si può proporre.

Probabilmente, vi starete domandando che lavoro faccio, non lo saprete mai, perchè io sono arrogante, stupido e cattivo come sottintendeva giustamente la Fotografa. Scherzi a parte non è questo il punto, non vorrei mai che perdessimo il filo del ragionamento.

Per quanto riguarda i diversi punti sovra esposti i miei ragionamenti sono i seguenti:

  1. In Italia non esiste una laurea in fotografia e ci sono solo pochi maestri e corsi seri. Quindi in realtà sono sempre stati tutti quanti auto-didatti; poi c’è chi studia e si laurea in materie umanistiche ma di fatto non esiste una laurea in fotografia o simili. Se consideriamo il concetto di fotografia a pellicola, uno dovrebbe essere laureato in fisica con la specializzazione in ottica ed in chimica a causa delle pellicole. Non ha proprio senso questa cosa. Ci siamo dimenticati che tutti siamo stati apprendisti e dilettanti. Quindi si potrebbe avere la tendenza a schiacciare il prossimo con la nostra esperienza e le nostre connessioni lavorative. Quando c’è di mezzo un profitto, non è il mio caso, questa cosa si chiama oligopolio. Da qualche parte bisogna pure iniziare e se un pischellino senza esperienza, arte o parte mi frega il lavoro può essere che all’azienda non interessi la qualità. Fortuna che ci sono aziende a cui interessa.
  2. Ovviamente questo è vero, ma in questo specifico caso era perchè scrivevo dallo smartphone. Forse sarebbe stato il caso di rileggere i commenti precedenti dove non figuravano errori di quel tipo. Strano, di solito lo spirito di osservazione dovrebbe essere un presupposto necessario ma non sufficiente per scattare delle buone fotografie. Senza fare nessun riferimento alla Fotografa, con la f maiuscola, credo che molti di voi avranno un profilo su Facebook. Sicuramente, molti di voi si saranno imbattuti in scrittori di fama mondiale che deviano un ragionamento correggendo l’italiano del proprio interlocutore. Comunque la lingua italiana è importante, è la lingua della nostra nazione, anche se a livello internazionale non conta assolutamente niente purtroppo. Avrei voluto che fosse molto più diffusa.
  3. In questo preciso istante, il mio articolo conta circa 1100 parole e praticamente non ho scritto niente. Evidentemente deve essere a causa delle mie modeste capacità intellettive se non sono riuscito a cogliere le miriadi di sfaccettature riguardanti il mondo della fotografia in un articolo di 579 parole;
  4. Riguardo a questo, il mio punto di vista è molto semplice. Chi è che insinua più tristezza nell’animo di un artista, il cliente che si accontenta oppure il fornitore concorrente incapace? Personalmente io non mi occupo di clienti che non sanno quello che vogliono perchè nel mio mestiere non sono contemplati gli incompetenti. Mi verrebbe quindi difficile immaginare di prendermela ipoteticamente con un mio concorrente se con la sua incompetenza mi frega una commessa.
  5. Il talento esiste, non esiste in alcune persone sebbene possano essere veramente appassionate di qualcosa. Che sia più propriamente un seme che va annaffiato, frase che compare su un libro di G. Arena, è sicuramente una cosa vera.
  6. Su questo punto, mi permetto di dissentire, non che io abbia la qualità critica e le conoscenze di N. Serota. Mi piacerebbe averle ovviamente, ma purtroppo non si può avere tutto dalla vita, specie per una mente limitata come la mia. Mi viene in mente però un quesito squisitamente logico. Se è vero che in Italia noi non sappiamo cosa sia la qualità artistica, perchè abbiamo il più grande patrimonio artistico del mondo? Il cosiddetto popolo che non si interessa d’arte lo hanno tutte le nazioni come anche gli esperti di cui l’Italia non è certamente priva.
  7. Su questo punto potrebbe avere ragione ma non dall’angolazione presentata. Cerco di spiegarmi meglio. Se io vado nella bacheca di un blog e commento devo ricordarmi sempre che io non sono casa mia, sto entrando a casa di un’altra persona anche se il padrone ha lasciato la porta aperta dandomi la possibilità di commentare. In questo senso, forse avrei fatto meglio ad evitare di commentare. Ma tolto questo, se non si trattasse di un blog privato ma di un gruppo pubblico? Chi è che decide chi è degno o in grado di lasciare la propria opinione? Vedete cari amici, se ci avvaliamo dei benefici della democrazia, dobbiamo anche accettare che ci sia qualcuno che dicendo il vero o no si può trovare in disaccordo con noi. A tal proposito, mi viene in mente una citazione: “I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it” di Stephen G. Tallentyre, che scrisse la biografia di Voltaire. Non penso che ci sia bisogno di aggiungere altro alla mia riflessione in merito.
  8. Chi non vale niente… ( LOL ) Probabilmente ci deve essere una “convenzione nascosta” che ancora non conosco e che spero di imparare un giorno, che definisce chi è che non vale niente e perchè.
  9. Che vi è la necessità di un organo che tuteli i fotografi bravi e con esperienza… Io non sono sicuro di aver capito bene questo concetto. Non mi è chiaro se fosse intenzione della Fotografa riferirsi ad un regime che assomiglia a quello dei tabaccai o dei farmacisti. In italia, per aprire uno studio fotografico o un negozio di fotografia c’è bisogno della licenza rilasciata non dal comune come le altre ma dalla questura. Inoltre c’è una paccata, al pari degli altri mestieri, di leggi che si devono rispettare. Consideriamo che l’articolo 348 del codice penale tutela dall’esercizio abusivo di una professione. A me pare che ci siano tutti gli strumenti per tutelarsi ma forse ho capito male, sarà che dall’alto del mio piedistallo, l’aria è troppo rarefatta e quindi non riesco bene a capire.
  10. Che io mi incaponisco è vero, fa parte del mio carattere, mi succede molto spesso, soprattutto quando sento di avere ragione. E’ un mio limite ma può essere anche un grande pregio certe volte.
  11. Sicumera aggressiva. Quanto sono ignorante… sono stato costretto ad andare su google per vedere che cosa volesse dire. Mi stavo spaventando perchè ho letto aggressiva e quindi per un attimo ho temuto che ci fosse stato un pesante fraintendimento. Fortuna che c’è google ed i siti su google. Chissà se sono tutelati i professori di italiano, chi ha scritto quel significato sulla pagina web che mi ha aiutato varrà qualcosa? Non lo saprò ancora per molto tempo.
  12. Ovviamente che io mi permetta di attaccare qualcuno è semplicemente una fesseria, non è certo una guerra, almeno per me. Però che a volte sono arrogante si, lo ammetto. Io ci provo con tutte le mie forze a cambiare ma non ci riesco. Avrei bisogno di uno di quei collari, tipo quelli che si mettevano ai cani e che grazie al cielo sono diventati illegali. Appena tiro fuori un discorso con un minimo di arroganza ZAC, una bella scossa. Prima o poi dovrei abituarmici. La domanda interessante è: chi avrebbe il diritto di azionare questo collare e perchè?
  13. Beh ognuno ha i suoi limiti. Ma è l’arte che è un linguaggio, si studiano le basi e poi però si va avanti. E’ questo che si intende quando si parla di “licenza poetica”. Ma ovviamente il fatto che il concetto appena espresso, sia presente in tutti i libri di arte mai scritti è solo una coincidenza. Io sono troppo asino nella grammatica per capire come funziona la fotografia.
  14. Continuare a fare il fotoamatore. Mah quasi quasi, visto che dall’articolo della fotografa si evince che sia così facile insinuarsi pur non valendo niente, mi ci metto pure io. Naaaa scherzo, ho troppo rispetto per la fotografia per cimentarmi in una cosa del genere. Farei solo delle figuracce credo… oppure no?
  15. Ma è ovvio che la fotografia non ha bisogno di insegnanti del mio calibro. Saremmo rovinati se avesse bisogno di un foto amatore. Però avrebbe bisogno quanto meno di insegnanti e basta. Il problema è che non c’è nessuno che vuole insegnare perchè hanno tutti paura di perdere i propri segreti e che gli venga fregato il lavoro. Diciamoci la verità. Fortunatamente io ho il mio maestro, è pure gratis, un po come quello di Karate Kid. Mi si potrebbe dire che per essere considerato uno studente serio avrei dovuto prendermi un maestro di fotografia a pagamento. Ma se è vero che in Italia non esiste la cultura dell’arte, come posso imparare da qualcuno che non esiste? Mi trovo quindi in seria difficoltà. Posso solo sperare in giorni migliori.
  16. Beh a giudicare dall’esempio, non è difficile immaginare cosa. E mi fermo qui che è meglio.
  17. Mi fa piacere che una perfetta sconosciuta si prenda la briga di insegnarmi a vivere. Vuol dire che in Italia ci sono ancora persone gentili d’animo che elargiscono dolci consigli solo per evitare che gli altri commettano degli errori. Che bella cosa.
  18. Per alcune cose, utilizzando il significato arcaico del termine, sono senza dubbio saccente. Ma non si può sapere tutto purtroppo. Mi piacerebbe molto. Posso essere arrogante ma non presuntuoso. Nella mia logica non c’è spazio per supposizioni se non si basano sui fatti. Poi cari lettori, se volete sapere quanto sono arrogante, leggete gli articoli che ho scritto e noterete quanto.
  19. Non sono mai stato un ipocrita ed ho sempre pensato che esprimere sinceramente la propria opinione sia una forma di rispetto che non viene capita da tante persone. Ma seguendo lo stesso filo logico non posso negare che il sarcasmo sia un modo sgarbato di rivolgersi ad una Signora che, a giudicare dalla grande esperienza esposta, potrebbe essere mia zia. Naturalmente ho risposto semplicemente seguendo i toni di quest’ultima ma non deve essere una giustificazione, non si fa. Se non altro, le ho lasciato l’ultima parola, mi sembrava una cosa carina.
  20. E adesso vado a cena…

Spero che questo articolo non vi abbia annoiato troppo, spero che si arricchisca di punti di vista diversi attraverso i vostri commenti e che serva a me quanto a voi come occasione di crescita per disquisire in merito a quello che è un mero ragionamento filosofico. Non si discute qui infatti il mio diritto di parlare della fotografia, come ho sempre scritto nei miei appunti, sono tali perchè guida è per me una parola troppo grande. Non mi sento qualificato. Ma qui si discute l’evidente diritto alla libertà delle persone di sognare una professione, di fare la propria gavetta, di imparare un mestiere, di viverci e di esprimere soprattutto la propria opinione in merito. Sentitevi liberi di commentare ma sappiate che io vorrò sempre l’ultima parola! Vi chiedo anticipatamente scusa per la mia lingua italiana anche se sono convinto che ognuno di voi possa capire che sto scrivendo con il cellulare mentre mi dirigo verso casa. Un abbraccio a tutti quanti se posso.

PER RIASSUMERE

Avrò o no il diritto ed i titoli per esprimere un’opinione in merito alla necessità di istituire una legge più restrittiva sulla professione della fotografia da libero cittadino di quasi quarant’anni pur essendo solo un foto amatore o no?

[ EN ]

Dear readers, if you are looking for a list of Nobel Photography Prizes, you are in the wrong place because I doubt that the Nobel Prize for Photography exists and it was my intention to show a sarcastic title. So I wanted to do a reflection with you about an article I read on the net. Of course I will not give any reference that could lead to this article or who wrote it for a form of respect that still distinguishes and will always have to distinguish my way to be. Another reason is that whoever wrote the article from which my thoughts were born, gave me the impression of always wanting to be right and so I and he / she have another thing in common.

To whom does art belong?

Normally the author of the work is the owner of the latter, but if we talk about art in a broad sense, I believe that we all agree in stating that art has no masters. As in any profession, it takes a technical basis but, even in exquisitely non-artistic forms, any type of work should not, if I have interpreted the law well, have monopolies or oligopolies.

But why did you write this article?

I wrote this article because someone said to me, more or less, this:

  1. That the great self-taught photographers are an exception and not “CAN” be the rule;
  2. I don’t know how to write;
  3. Who in an article of a few lines spoke of the most varied facets of photography that I obviously was not able to understand;
  4. That the photographers who sell by competing with the greats even if they have a VAT number and do everything legally practice at random.
  5. That the talent does not exist and that at the limit it is a seed that must be watered;
  6. That in Italy we do not know where artistic quality is at home;
  7. Being an amateur photographer, I’m not worthy of commenting on a professional who writes an article complaining that commercial photography is in everyone’s hands and shouldn’t be;
  8. Whoever is worth nothing often sneaks into the world of photography devastating this noble art;
  9. That there is a need for a body that regulates the exercise of the profession of photographer;
  10. That I peg myself because I don’t agree with her
  11. That notes an aggressive certainty; in a few words it means that I don’t accept a no as an answer or a point of view different from mine;
  12. That I attack it with pedantic attitudes;
  13. That I, being unable to formulate a sentence in Italian, should have understood that photography is a language with rules;
  14. To continue to make the amateur photographer;
  15. That “photography” does not need teachers of my caliber.
  16. That one of his friends told him by reading my comment that I could only comment on things related to my profession;
  17. That I am pedantic and presumptuous;
  18. Which attacks me because I have no right to stand on a pedestal;
  19. That I used rude tones;
  20. Etc …

So?

I know, you want to read the comments but this will never happen! Obviously I have the permanent memory screen shots, because I prefer to keep the criticisms for learning from the latter and I have the habit of printing the most ferocious so that I can get off the pedestal every so often if there is a need.

But I can therefore comment on these points to give you an idea of my arrogant way of looking at things, I put my being back in your hands so as to have a growth perspective.

Let’s start with the assumption that I understand this Photographer, because even when I see people improvising in my profession, I worry a lot. This happens because I love the subject in question and therefore I would never want it to “get dirty” with people who do not understand much and who give the impression to customers that we are all equal and that therefore one is as good as another. However, it is the passion that circulates in the veins that dazzles us with emotion.

Obviously what I just wrote is just my first impression, when the results must be there, the customers themselves call me because by now they know me and know that in the midst of thousands of people I’m the best and the one who finishes the job. In fact, it has never happened to me to lose jobs due to the fact that there have been imposters that come up in my place. In the environment in which I work, it is not that we are called that or we can propose ourselves.

Probably, you may be wondering what job I do, you will never know , because I am arrogant, stupid and evil as the Photographer rightly implied. Seriously, this is not the point, I would never want to lose the thread of reasoning.

Regarding the various points above, my reasoning is as follows:

  1. In Italy there is no degree in photography and there are only a few masters and serious courses. So in reality they have always been all self-taught; then there are those who study and graduate in humanities but in fact there is no degree in photography or similar. If we consider the concept of film photography, one should be graduated in physics with a specialization in optics and chemistry because of the films. That doesn’t really make sense. We have forgotten that we have all been apprentices and amateurs. So you might have a tendency to crush your neighbor with our experience and our working connections. When there is a profit involved, it is not my case, this thing is called oligopoly. Somewhere you also need to start and if a child with no experience, art or part I care the job may be that the company does not care about quality. Fortunately, there are companies that interest you.
  2. Obviously this is true, but in this specific case it was because I was writing from my smartphone. Perhaps it would have been appropriate to reread the previous comments where there were no such errors. Strange, usually the spirit of observation should be a necessary but not sufficient prerequisite for taking good photographs. Without making any reference to the Photographer, with a capital f, I believe that many of you will have a profile on Facebook. Certainly, many of you will have come across world-famous writers who divert an argument by correcting your interlocutor’s Italian. However the Italian language is important, it is the language of our nation, even if at international level it counts for absolutely nothing unfortunately. I wish it was much more widespread.
  3. At this very moment, my article has about 1100 words and I have practically written nothing. Evidently it must be due to my modest intellectual abilities if I failed to grasp the myriad facets concerning the world of photography in an article of 579 words;
  4. Regarding this, my point of view is very simple. Who is it that insinuates more sadness in the soul of an artist, the customer who is satisfied or the competing incapable supplier? Personally, I don’t deal with clients who don’t know what they want because incompetents are not included in my job. It would therefore be difficult for me to imagine taking it hypothetically with one of my competitors if, with his incompetence, I give a job order.
  5. Talent exists, it doesn’t exist in some people although they can be really passionate about something. That it is more properly a seed to be watered, a phrase that appears in a book by G. Arena, is certainly a real thing.
  6. On this point, I allow myself to disagree, not that I have the critical quality and knowledge of N. Serota. I’d like to have them of course, but unfortunately you can’t have everything in life, especially for a limited mind like mine. But I am reminded of a purely logical question. If it is true that in Italy we do not know what artistic quality is, why do we have the greatest artistic heritage in the world? The so-called people who are not interested in art have all the nations as well as the experts of which Italy is certainly not without.
  7. On this point he may be right but not from the angle presented. I try to explain myself better. If I go to the bulletin board of a blog and comment, I must always remember that I am not my home, I am entering another person’s home even if the owner has left the door open giving me the opportunity to comment. In this sense, I might have done better to avoid commenting. But removed this, if it were not a private blog but a public group? Who decides who is worthy or able to leave their opinion? You see dear friends, if we take advantage of the benefits of democracy, we must also accept that there is someone who, to tell the truth or not, can be disagreed with us. In this regard, I am reminded of a quote: “I disapprove of what you say, but I will defend my death to right to say” by Stephen G. Tallentyre, who wrote the biography of Voltaire. I don’t think we need to add more to my reflection on this.
  8. Who’s worth nothing … (LOL) There must probably be a “hidden convention” that I don’t know yet and that I hope to learn one day, which defines who is it that is worth nothing and why.
  9. That there is a need for a body that protects good and experienced photographers … I’m not sure I understood this concept well. It is not clear to me if it was the Photographer’s intention to refer to a regime that resembles that of tobacconists or pharmacists. In Italy, a photo studio or photo shop is needed to open a photo studio license issued not by the municipality like the others but by the police headquarters. Furthermore, there is a package, like the other trades, of laws that must be respected. We consider that article 348 of the penal code protects against the abusive exercise of a profession. It seems to me that there are all the tools to protect oneself but perhaps I have misunderstood it, it will be that from the height of my pedestal, the air is too rarefied and therefore I am not able to understand.
  10. That I am incapacitating is true, it is part of my character, it happens to me very often, especially when I feel I am right. It is my limit but it can also be a great advantage sometimes.
  11. Aggressive certainty. How ignorant I am … I was forced to go to google to see what he meant. I was scared because I read aggressive and for a moment I feared that there was a heavy misunderstanding. Lucky there is google and google sites. Who knows if Italian professors are protected, who wrote that meaning on the web page that helped me be worth something? I won’t know for a long time yet.
  12. Obviously that I allow myself to attack someone is simply crap, it is certainly not a war, at least for me. But sometimes I’m arrogant yes, I admit it. I try with all my strength to change but I can’t. I need one of those collars, like the ones you put on dogs and that, thanks to heaven, have become illegal. As soon as I pull out a speech with a minimum of ZAC arrogance, a good shake. Sooner or later I should get used to it. The interesting question is: who would have the right to operate this collar and why?
  13. Well everyone has their limits. But it is art that is a language, the basics are studied and then it goes on. This is what is meant when we speak of “poetic license”. But of course the fact that the concept just expressed is present in all art books ever written is just a coincidence. I’m too ass in grammar to understand how photography works.
  14. Continue to be an amateur photographer. Almost almost, given that from the article of the photographer it is clear that it is so easy to creep in even if it is not worth anything, I put myself there too. Naaaa joke, I have too much respect for photography to try my hand at something like that. I would just fool myself … or not?
  15. But it is obvious that photography does not need teachers of my caliber. We would be ruined if he needed an amateur photo. But he would need teachers at the very least. The problem is that there is no one who wants to teach because they are all afraid of losing their secrets and being cheated of their job. Let’s face it. Fortunately I have my teacher, it’s also free, a bit like that of Karate Kid. I could say that to be considered a serious student I would have to take a paid photo teacher. But if it is true that in Italy there is no art culture, how can I learn from someone who does not exist? I am therefore in serious difficulty. I can only hope for better days.
  16. Well judging by example, it’s not hard to imagine what. And I stop here which is better.
  17. I am pleased that a perfect stranger takes the trouble to teach me to live. It means that in Italy there are still kind people who bestow sweet advice only to prevent others from making mistakes. What a beautiful thing.
  18. For some things, using the archaic meaning of the term, I am undoubtedly pedantic. But you can’t know everything unfortunately. I would like that very much. I can be arrogant but not presumptuous. In my logic there is no room for assumptions if they are not based on facts. Then dear readers, if you want to know how arrogant I am, read the articles I have written and you will notice how much.
  19. I have never been a hypocrite and I have always thought that sincerely expressing one’s opinion is a form of respect that is not understood by many people. But following the same logic I cannot deny that sarcasm is an unkind way of addressing a Lady who, judging by the great experience expounded, could be my aunt. Naturally I answered simply following the tones of the latter but it must not be a justification, it is not done. If nothing else, I left you the last word, it seemed nice to me.
  20. And now I’m going to dinner …

I hope this article has not bored you too much, I hope that it will be enriched by different points of view through your comments and that it serves me as much as you as an opportunity for growth to quibble about what is a mere philosophical reasoning. In fact, my right to talk about photography is not discussed here, as I have always written in my notes, they are such because driving is too big a word for me. I don’t feel qualified. But here we discuss the obvious right to freedom of people to dream of a profession, to make their own apprenticeship, to learn a trade, to live there and to express above all their opinion on the matter. Feel free to comment but know that I will always want the last word! I apologize in advance for my Italian language even though I am convinced that each of you can understand that I am writing on my cell phone as I head home. A hug to everyone if I can.

SUMMARY:

Will I have the right and the title to express an opinion on the need to establish a more restrictive law on the profession of photography as a free citizen of almost forty years despite being just an amateur photo or not?



7 commenti su “I premi nobel della fotografia…

  1. Ciao, ho letto il tuo lungo e a tratti polemico post e ammetto di essere perlopiù concorde.
    Non sono purtroppo per impedimenti fisici fotografa. Utilizzo occhi, memoria e descrizione.
    Non sopporto i sapienti autoreferenziali anche se amo la varia umanità.
    Continua – dream on. Ho appena iniziato a seguirti.
    Vicky
    🙂

    1. Io sono una persona molto polemica, tuttavia mi sforzo sempre di mantenere connesso il cervello. In questo caso, mi ha dato fastidio proprio l’aria che hanno molte persone e non solo in campo fotografico.

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