I premi nobel della fotografia…



Cari lettori, se state cercando una lista di premi nobel della fotografia siete nel posto sbagliato perchè dubito che esista il premio nobel della fotografia ed era comunque mia intenzione esibire un titolo sarcastico. Volevo quindi fare una riflessione insieme a voi in merito ad un articolo che ho letto sulla rete.

Naturalmente non darò alcun riferimento che possa condurre a questo articolo o a chi lo ha scritto per una forma di rispetto che comunque contraddistingue e dovrà sempre contraddistinguere il mio modo di essere. Un altro motivo è che chi ha scritto l’articolo da cui sono nate le mie riflessioni, mi ha dato l’impressione di voler avere sempre ragione e quindi io e lui/lei abbiamo un’altra cosa in comune.

Di chi è l’arte?

Normalmente è l’autore dell’opera il titolare di quest’ultima ma se parliamo dell’arte in senso lato credo che siamo tutti d’accordo nell’affermare che l’arte non abbia padroni. Come in ogni mestiere, ci vuole una base tecnica ma comunque, anche nelle forme squisitamente non artistiche, qualsiasi tipo di lavoro non dovrebbe, se ho interpretato bene la legge, avere monopoli o oligopoli.

Ma perchè hai scritto questo articolo?

Ho scritto questo articolo perchè mi è stato detto più o meno quanto segue:

  1. Che i grandi fotografi auto-didatti sono un’eccezione e non “POSSONO” essere la regola.
  2. Che non so scrivere in Italiano;
  3. Che in un articolo di qualche riga ha parlato delle più svariate sfaccettature della fotografia che io ovviamente non sono stato in grado di capire;
  4. Che i fotografi che vendono facendo concorrenza ai grandi anche se hanno una partita iva e fanno tutto in modo legale praticano a casaccio.
  5. Che il talento non esiste e che al limite è un seme che va annaffiato;
  6. Che in Italia non sappiamo dove sta di casa la qualità artistica;
  7. Che essendo un fotoamatore non sono degno di commentare un professionista che scrive un articolo lamentandosi del fatto che la fotografia commerciale è nelle mani di tutti e non dovrebbe esserlo;
  8. Che chi non vale niente spesso si intrufola nel mondo della fotografia devastando questa nobile arte;
  9. Che vi è la necessità di un organo che regoli l’esercizio della professione di fotografo;
  10. Che io mi incaponisco perchè non le do ragione;
  11. Che nota una sicumera aggressiva; in poche parole significa che non accetto un no come risposta o un punto di vista diverso dal mio;
  12. Che io la attacco con atteggiamenti saccenti;
  13. Che io, non essendo in grado di formulare una frase in italiano, avrei dovuto capire che la fotografia è un linguaggio con delle regole;
  14. Di continuare a fare il fotoamatore;
  15. Che la “fotografia” non ha bisogno di insegnanti del mio calibro.
  16. Che un suo amico gli ha detto leggendo il mio commento che io potrei solo commentare cose inerenti alla mia professione;
  17. Che io sono saccente e presuntuoso;
  18. Che mi attacca perchè io non ho il diritto di stare su un piedistallo;
  19. Che io ho usato toni sgarbati;
  20. Ecc…

E quindi?

Lo so, morite dalla voglia di leggere i commenti ma questo non accadrà mai! Ovviamente ho gli screen shot a memoria permanente, perchè preferisco custodire le critiche per imparare da queste ultime ed ho l’abitudine di stampare le più feroci così da poter scendere dal piedistallo ogni tanto qualora vi fosse la necessità.

Posso però quindi commentare questi punti per darvi un’idea del mio arrogante modo di vedere le cose, rimetto nelle vostre mani il mio essere così da avere una prospettiva di crescita.

Partiamo subito dal presupposto che io capisco questa Fotografa, perchè anche io quando vedo gente che si improvvisa nel mio mestiere mi inquieto non poco. Questo succede perchè amo la materia in questione e quindi non vorrei mai che si “sporcasse” con gente che ne capisce poco e che da l’impressione ai clienti che tutti siamo uguali e che quindi uno vale l’altro. Si tratta comunque della passione che circola nelle vene che ci abbaglia con l’emotività.

Ovviamente quello che ho appena scritto è solo la mia prima impressione, quando i risultati ci devono essere, sono i clienti stessi a chiamarmi perchè ormai mi conoscono e sanno che in mezzo a migliaia di persone sono il più bravo e quello che finisce il lavoro. Non mi è successo mai infatti di perdere lavori a causa del fatto che vi siano stati degli impostori che si ripropongono al posto mio. Nell’ambiente in cui lavoro io non è che si viene chiamati così o ci si può proporre.

Probabilmente, vi starete domandando che lavoro faccio, non lo saprete mai, perchè io sono arrogante, stupido e cattivo come sottintendeva giustamente la Fotografa. Scherzi a parte non è questo il punto, non vorrei mai che perdessimo il filo del ragionamento.

Per quanto riguarda i diversi punti sovra esposti i miei ragionamenti sono i seguenti:

  1. In Italia non esiste una laurea in fotografia e ci sono solo pochi maestri e corsi seri. Quindi in realtà sono sempre stati tutti quanti auto-didatti; poi c’è chi studia e si laurea in materie umanistiche ma di fatto non esiste una laurea in fotografia o simili. Se consideriamo il concetto di fotografia a pellicola, uno dovrebbe essere laureato in fisica con la specializzazione in ottica ed in chimica a causa delle pellicole. Non ha proprio senso questa cosa. Ci siamo dimenticati che tutti siamo stati apprendisti e dilettanti. Quindi si potrebbe avere la tendenza a schiacciare il prossimo con la nostra esperienza e le nostre connessioni lavorative. Quando c’è di mezzo un profitto, non è il mio caso, questa cosa si chiama oligopolio. Da qualche parte bisogna pure iniziare e se un pischellino senza esperienza, arte o parte mi frega il lavoro può essere che all’azienda non interessi la qualità. Fortuna che ci sono aziende a cui interessa.
  2. Ovviamente questo è vero, ma in questo specifico caso era perchè scrivevo dallo smartphone. Forse sarebbe stato il caso di rileggere i commenti precedenti dove non figuravano errori di quel tipo. Strano, di solito lo spirito di osservazione dovrebbe essere un presupposto necessario ma non sufficiente per scattare delle buone fotografie. Senza fare nessun riferimento alla Fotografa, con la f maiuscola, credo che molti di voi avranno un profilo su Facebook. Sicuramente, molti di voi si saranno imbattuti in scrittori di fama mondiale che deviano un ragionamento correggendo l’italiano del proprio interlocutore. Comunque la lingua italiana è importante, è la lingua della nostra nazione, anche se a livello internazionale non conta assolutamente niente purtroppo. Avrei voluto che fosse molto più diffusa.
  3. In questo preciso istante, il mio articolo conta circa 1100 parole e praticamente non ho scritto niente. Evidentemente deve essere a causa delle mie modeste capacità intellettive se non sono riuscito a cogliere le miriadi di sfaccettature riguardanti il mondo della fotografia in un articolo di 579 parole;
  4. Riguardo a questo, il mio punto di vista è molto semplice. Chi è che insinua più tristezza nell’animo di un artista, il cliente che si accontenta oppure il fornitore concorrente incapace? Personalmente io non mi occupo di clienti che non sanno quello che vogliono perchè nel mio mestiere non sono contemplati gli incompetenti. Mi verrebbe quindi difficile immaginare di prendermela ipoteticamente con un mio concorrente se con la sua incompetenza mi frega una commessa.
  5. Il talento esiste, non esiste in alcune persone sebbene possano essere veramente appassionate di qualcosa. Che sia più propriamente un seme che va annaffiato, frase che compare su un libro di G. Arena, è sicuramente una cosa vera.
  6. Su questo punto, mi permetto di dissentire, non che io abbia la qualità critica e le conoscenze di N. Serota. Mi piacerebbe averle ovviamente, ma purtroppo non si può avere tutto dalla vita, specie per una mente limitata come la mia. Mi viene in mente però un quesito squisitamente logico. Se è vero che in Italia noi non sappiamo cosa sia la qualità artistica, perchè abbiamo il più grande patrimonio artistico del mondo? Il cosiddetto popolo che non si interessa d’arte lo hanno tutte le nazioni come anche gli esperti di cui l’Italia non è certamente priva.
  7. Su questo punto potrebbe avere ragione ma non dall’angolazione presentata. Cerco di spiegarmi meglio. Se io vado nella bacheca di un blog e commento devo ricordarmi sempre che io non sono casa mia, sto entrando a casa di un’altra persona anche se il padrone ha lasciato la porta aperta dandomi la possibilità di commentare. In questo senso, forse avrei fatto meglio ad evitare di commentare. Ma tolto questo, se non si trattasse di un blog privato ma di un gruppo pubblico? Chi è che decide chi è degno o in grado di lasciare la propria opinione? Vedete cari amici, se ci avvaliamo dei benefici della democrazia, dobbiamo anche accettare che ci sia qualcuno che dicendo il vero o no si può trovare in disaccordo con noi. A tal proposito, mi viene in mente una citazione: “I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it” di Stephen G. Tallentyre, che scrisse la biografia di Voltaire. Non penso che ci sia bisogno di aggiungere altro alla mia riflessione in merito.
  8. Chi non vale niente… ( LOL ) Probabilmente ci deve essere una “convenzione nascosta” che ancora non conosco e che spero di imparare un giorno, che definisce chi è che non vale niente e perchè.
  9. Che vi è la necessità di un organo che tuteli i fotografi bravi e con esperienza… Io non sono sicuro di aver capito bene questo concetto. Non mi è chiaro se fosse intenzione della Fotografa riferirsi ad un regime che assomiglia a quello dei tabaccai o dei farmacisti. In italia, per aprire uno studio fotografico o un negozio di fotografia c’è bisogno della licenza rilasciata non dal comune come le altre ma dalla questura. Inoltre c’è una paccata, al pari degli altri mestieri, di leggi che si devono rispettare. Consideriamo che l’articolo 348 del codice penale tutela dall’esercizio abusivo di una professione. A me pare che ci siano tutti gli strumenti per tutelarsi ma forse ho capito male, sarà che dall’alto del mio piedistallo, l’aria è troppo rarefatta e quindi non riesco bene a capire.
  10. Che io mi incaponisco è vero, fa parte del mio carattere, mi succede molto spesso, soprattutto quando sento di avere ragione. E’ un mio limite ma può essere anche un grande pregio certe volte.
  11. Sicumera aggressiva. Quanto sono ignorante… sono stato costretto ad andare su google per vedere che cosa volesse dire. Mi stavo spaventando perchè ho letto aggressiva e quindi per un attimo ho temuto che ci fosse stato un pesante fraintendimento. Fortuna che c’è google ed i siti su google. Chissà se sono tutelati i professori di italiano, chi ha scritto quel significato sulla pagina web che mi ha aiutato varrà qualcosa? Non lo saprò ancora per molto tempo.
  12. Ovviamente che io mi permetta di attaccare qualcuno è semplicemente una fesseria, non è certo una guerra, almeno per me. Però che a volte sono arrogante si, lo ammetto. Io ci provo con tutte le mie forze a cambiare ma non ci riesco. Avrei bisogno di uno di quei collari, tipo quelli che si mettevano ai cani e che grazie al cielo sono diventati illegali. Appena tiro fuori un discorso con un minimo di arroganza ZAC, una bella scossa. Prima o poi dovrei abituarmici. La domanda interessante è: chi avrebbe il diritto di azionare questo collare e perchè?
  13. Beh ognuno ha i suoi limiti. Ma è l’arte che è un linguaggio, si studiano le basi e poi però si va avanti. E’ questo che si intende quando si parla di “licenza poetica”. Ma ovviamente il fatto che il concetto appena espresso, sia presente in tutti i libri di arte mai scritti è solo una coincidenza. Io sono troppo asino nella grammatica per capire come funziona la fotografia.
  14. Continuare a fare il fotoamatore. Mah quasi quasi, visto che dall’articolo della fotografa si evince che sia così facile insinuarsi pur non valendo niente, mi ci metto pure io. Naaaa scherzo, ho troppo rispetto per la fotografia per cimentarmi in una cosa del genere. Farei solo delle figuracce credo… oppure no?
  15. Ma è ovvio che la fotografia non ha bisogno di insegnanti del mio calibro. Saremmo rovinati se avesse bisogno di un foto amatore. Però avrebbe bisogno quanto meno di insegnanti e basta. Il problema è che non c’è nessuno che vuole insegnare perchè hanno tutti paura di perdere i propri segreti e che gli venga fregato il lavoro. Diciamoci la verità. Fortunatamente io ho il mio maestro, è pure gratis, un po come quello di Karate Kid. Mi si potrebbe dire che per essere considerato uno studente serio avrei dovuto prendermi un maestro di fotografia a pagamento. Ma se è vero che in Italia non esiste la cultura dell’arte, come posso imparare da qualcuno che non esiste? Mi trovo quindi in seria difficoltà. Posso solo sperare in giorni migliori.
  16. Beh a giudicare dall’esempio, non è difficile immaginare cosa. E mi fermo qui che è meglio.
  17. Mi fa piacere che una perfetta sconosciuta si prenda la briga di insegnarmi a vivere. Vuol dire che in Italia ci sono ancora persone gentili d’animo che elargiscono dolci consigli solo per evitare che gli altri commettano degli errori. Che bella cosa.
  18. Per alcune cose, utilizzando il significato arcaico del termine, sono senza dubbio saccente. Ma non si può sapere tutto purtroppo. Mi piacerebbe molto. Posso essere arrogante ma non presuntuoso. Nella mia logica non c’è spazio per supposizioni se non si basano sui fatti. Poi cari lettori, se volete sapere quanto sono arrogante, leggete gli articoli che ho scritto e noterete quanto.
  19. Non sono mai stato un ipocrita ed ho sempre pensato che esprimere sinceramente la propria opinione sia una forma di rispetto che non viene capita da tante persone. Ma seguendo lo stesso filo logico non posso negare che il sarcasmo sia un modo sgarbato di rivolgersi ad una Signora che, a giudicare dalla grande esperienza esposta, potrebbe essere mia zia. Naturalmente ho risposto semplicemente seguendo i toni di quest’ultima ma non deve essere una giustificazione, non si fa. Se non altro, le ho lasciato l’ultima parola, mi sembrava una cosa carina.
  20. E adesso vado a cena…

Spero che questo articolo non vi abbia annoiato troppo, spero che si arricchisca di punti di vista diversi attraverso i vostri commenti e che serva a me quanto a voi come occasione di crescita per disquisire in merito a quello che è un mero ragionamento filosofico. Non si discute qui infatti il mio diritto di parlare della fotografia, come ho sempre scritto nei miei appunti, sono tali perchè guida è per me una parola troppo grande. Non mi sento qualificato. Ma qui si discute l’evidente diritto alla libertà delle persone di sognare una professione, di fare la propria gavetta, di imparare un mestiere, di viverci e di esprimere soprattutto la propria opinione in merito. Sentitevi liberi di commentare ma sappiate che io vorrò sempre l’ultima parola! Vi chiedo anticipatamente scusa per la mia lingua italiana anche se sono convinto che ognuno di voi possa capire che sto scrivendo con il cellulare mentre mi dirigo verso casa. Un abbraccio a tutti quanti se posso.

PER RIASSUMERE

Avrò o no il diritto ed i titoli per esprimere un’opinione in merito alla necessità di istituire una legge più restrittiva sulla professione della fotografia da libero cittadino di quasi quarant’anni pur essendo solo un foto amatore o no?



2 commenti su “I premi nobel della fotografia…

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